note critiche

 

TOSCA fu rappresentata per la prima volta a Roma nel  gennaio del 1900 presso il teatro Costanzi, ed tratta da un dramma di Victorien Sardou del 1887. L’ impianto drammaturgico e le vicende di questo cupo dramma naturalistico, portano i librettisti Illica e  Giacosa a creare un perfetto esemplare di opera verista , dove sullo sfondo dell’immancabile vicenda  sentimentale si dipanano i conflitti politici che ruotano intorno alla campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte, (l’azione si svolge a Roma nel 1800). E proprio una vicenda politica e’ la cellula dalla quale si sviluppa l’intero dramma : la fuga del prigioniero irredentista  Cesare Angelotti (evaso dalle prigioni di Castel S.Angelo), aiutato dal pittore Mario Cavaradossi, idealista e simpatizzante dei francesi, e la figura crudele e spietata del potente Capo della polizia, il Barone Scarpia, che con un beffardo tranello dara’ a credere a Tosca di inscenare una finta esecuzione (quella di Cavaradossi, che rimarra’ invece ucciso sotto i colpi del plotone d’esecuzione). Vittima principale  di questo dramma dove i tre protagonisti trovano tutti una morte tragica e violenta, e’ proprio Floria Tosca, la diva del belcanto, la passionale amante di Cavaradossi, capace di assassinare Scarpia proprio nei suoi appartamenti pur di salvare il suo amato, per poi porre fine all’angosciosa vicenda con uno spettacolare suicidio. La musica di quest’opera ( la quinta di Puccini, dopo LE VILLI,  EDGAR, MANON LESCAUT, BOHEME) e’ straordinariamente ricca di melodie, e viene esposta con una concezione “sinfonica”, superando del tutto la barriera delle “forme chiuse” propria dell’opera italiana sette- ottocentesca. La musica e’ quindi fluida e continua e segue magistralmente il dipanarsi della storia associando ad ognuno dei personaggi o ad ognuno degli stati d’animo dei semplici leit-motiv melodici, concezione propria del dramma wagneriano. (Es. i gelidi e solenni accordi con i quali si apre l’opera , che si ripresenteranno alla comparsa di Scarpia, la melodia in la minore che fa da sfondo alla drammatica scena dell’interrogatorio di Cavaradossi nel secondo atto, l’appassionata e struggente melodia presentata dagli archi, nel terzo atto, all’arrivo del plotone d’esecuzione sugli spalti di Castel S.Angelo , e poi ripresa dal clarinetto come introduzione all’aria “ E lucevan le stelle...”). Di grande effetto inoltre alcune “trovate” musicali di Puccini, come il TE DEUM che conclude spettacolarmente il primo atto, o lo stornello romanesco intonato da un pastorello con il quale si apre il terzo atto, i cui versi furono forniti a Puccini da un vecchio amico toscano trapiantato a Roma: Alfredo Vandini. La prima esecuzione di TOSCA, come gia’ detto, avvenne a Roma, con la direzione  musicale di Leopoldo Mugnone, ed ebbe come interpreti principali il soprano Hariclea Darclee, il tenore  Emilio de Marchi, e il baritono Eugenio Gilardoni. Fu un grande avvenimento mondano, con la presenza di musicisti, giornalisti, politici, e con la presenza , dal secondo atto , anche della regina Margherita.

FRANCESCO ZIZZINI

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